domenica 24 luglio 2011

King Crimson


King Crimson - In the court of the Crimson King (1969)

Robert Fripp - chitarra, Mellotron, organo

Greg Lake - basso, voce

Ian McDonald - fiati, tastiere

Michael Giles - batteria

Peter Sinfield -- parole, ispirazione

La band incominciò a registrare questo disco il 21 luglio 1969, poche ore dopo il primo sbarco dell'uomo sulla Luna: la notizia di quello storico avvenimento era stata annunciata, la notte precedente, dal bassista e cantante del gruppo Greg Lake al pubblico del Marquee Club di Londra subito prima del concerto della band.

I King Crimson avevano già tentato di registrare in studio il loro repertorio per ben due volte quello stesso anno, senza però mai rimanere soddisfatti dei risultati: entrambe le sedute in questione erano state perciò abbandonate anzitempo. Nel frattempo il gruppo aveva conquistato una relativa notorietà fra stampa, pubblico e addetti ai lavori, grazie a numerosi concerti tenuti nell'arco di cinque mesi, prevalentemente nell'area Londinese; non ultima, appena tre settimane prima, la decisiva apparizione come supporto al concerto dei Rolling Stones in onore di Brian Jones a Hyde Park, Londra.

Dunque la band che quel 21 luglio varcò la soglia dei Wessex Studios a Islington era tutt'altro che un quintetto di debuttanti, e anche l'esperienza maturata nei precedenti tentativi in studio era senz'altro destinata a incidere positivamente sul risultato finale. Tale relativa maturità artistica ha testimonianze storiche illustri fra coloro che assistettero ai concerti precedenti l'incisione dell'album: su tutti, Jimi Hendrix che li vide al Revolution Club di Mayfair il 14 maggio 1969, rimanendone inequivocabilmente entusiasta e congratulandosi personalmente con Robert Fripp; ma anche il futuro chitarrista dei Genesis, Steve Hackett, nonché i futuri membri dei King Crimson Bill Bruford e Jamie Muir, concordano tutti nel ricordare un gruppo coeso e di straordinario impatto sonoro, oltre ad un originale ed efficace spettacolo di luci (curato da Pete Sinfield, autore anche di tutti i testi).

Non stupisce pertanto l'importanza che i biografi del rock unanimemente attribuiscono a In the Court of the Crimson King, in particolare per la direzione imposta all'art rock, più tardi etichettato come progressive rock, che pure già dal '67-68 aveva avuto fra i suoi pionieri i Soft Machine e i primi Pink Floyd.

È notoria, a titolo di esempio, l'influenza di In The Court... sui primi lavori dei Genesis, confermata da Tony Banks in una recente autobiografia del gruppo.

È spesso citata anche l'opinione di Pete Townshend degli Who il quale, invitato dalla E'G Records a fare da testimonial per l'album, non esitò a definirlo «un capolavoro sbalorditivo».

Tra il 1969 e il 1970, l'album raggiunse il 3° posto nelle classifiche di vendita inglesi.